Anche io sono venuta a sapere di quel che è successo a Colonia, in Germania, e ne sono rimasta molto scossa. Riavvolgiamo un attimo il nastro e ripetiamo quel che già tutti probabilmente già sappiamo: per Capodanno, a Colonia, come sempre, purtroppo, e come in molte altre grandi città tedesche (e non solo…) il caos ha favorito l’avanzata di branchi di uomini convinti di essere, in quanto uomini, superiori al “sesso debole”. Si sa, cosa si fa quando ci si vuole affermare? Si cerca di controllare gli altri ed essendo questa una questione di genere, lo scenario è limpido: uomo contro donna, l’uomo, che sia tedesco o algerino, s’impone sulla donna. Come? Con la violenza e quella fisica, e psicologica, che abbiamo visto in questa occasione è eclatante e orribile. A Colonia più di un centinaio di donne ha denunciato palpeggiamenti, rapine e alcuni stupri. In due o tre, o anche in molti di più, ti circondano, tu, donna, ti palpano, magari ti violentano e ti rubano quel che hai materialmente di valore. Tu che stai leggendo, se sei uomo: potresti mai immaginare di essere vittima di assalti del genere? E non solo il primo gennaio.

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Voglio mettere subito in chiaro la mia opinione: come ho già detto, questa è violenza di genere, contro le donne; la violenza di quel tipo è parte del tremendo schema maschilista della nostra società, nella quale un uomo si sente autorizzato ad affermare delle diversità tra sessi che penalizzano la donna e la sottomettono, e nella quale alcune donne riaffermano tutto questo. Il ruolo preimpostato che si dà a una donna, l’immagine stereotipata e idealizzata che le si vorrebbe appiccicare addosso e gli schemi fissi alla fine sono solo “montature”, costr(i)uzioni culturali, esistono anche per gli uomini e ci incatenano e ci abbrutiscono, tutt* quant* siamo. Affermando ciò non voglio assolutamente mettermi “contro i maschi” o negare che anche loro siano costretti a subire un buon 50% di violenze domestiche, che difficilmente, a causa dei pregiudizi a proposito della virilità maschile, denunciano, o che abbiano dei grossi svantaggi da risolvere rispetto alle donne (ad esempio, quando l’affido di un minore va sempre alla mamma solo perché donna è degradante e il sessismo, e l’idea che ci propinano dei ruoli dei sessi, si fa sentire parecchio). Per carità! Ma in una società in cui una donna guadagna meno o non viene assunta se sogna figli, in cui se denuncia uno stupro quasi non viene ascoltata… in cui se si veste scollata, se si copre troppo, se è grassa, se è magra, se va alle feste, se resta a casa, se fa molto sesso o se non ne fa, automaticamente nella testa di molt* maschilist* (basta che aprano bocca o che abbiano davanti una tastiera) diventa una zoccola, una frigida, una grassona di merda, una anoressica di merda, una poco seria, una santa, una che troieggia o una brava ragazza/figa di legno (a seconda del contesto e dell’accusa), come possiamo pensare che tutte queste aggressioni siano puramente frutto della stronzaggine umana? Non addito tutto il genere maschile, non definisco l’uomo come soltanto violento a prescindere, ma quella grossa parte maschilista che si sente privilegiata rispetto all’altro sesso, che lo discrimina, che ne crea un’immagine distorta e fissa, che lo ostacola, che lo colpevolizza, che lo avvilisce, che lo riduce e lo maltratta per averne il controllo con tutti i tipi di violenza di cui dispone. (Ma ve lo ricordate il genio dei croccantini a Lucca? Anche così si esprime il maschilismo. Ecco qui il mio commento).

 

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However, quel che mi ha dato il colpo di grazia è il grido razzista e maschilista da populino: “gli islamici, gli stranieri stuprano le nostre donne!“, “sono venuti a stuprarcele!“. Sì, perché quest’anno a Colonia anche diversi stranieri, “nordafricani” o presunti tali, ci hanno messo del loro. C’è chi parla di una invasione di fondamentalisti in conflitto col mondo occidentale! Addirittura la sindaco di Colonia ha consigliato alle donne di girare alla larga dagli immigrati, e subito le destre tedesche (e non solo) hanno preso la palla al balzo e ne hanno fatto un discorso etnico e religioso. Quanto faranno schifo i falsi femminismi che usano le donne per propagandare odio e razzismo? Bisogna proprio che commenti questo grido di battaglia tipico dei buzzurri salviniani del nostro tempo e paese.

Allora, primo: io non sono le “vostre donne” (e parlo anche per tutte le tedesche che poi si sono giustamente incazzate), io non voglio essere strumento del vostro razzismo. Io sono MIA e specificatamente sono la ragazza di uno straniero e convertita all’Islam, e italiana, europea. Sono femminista, e come tale non mi farò usare per propugnare ideologia razziste o islamofobe, non azzardatevi! Adesso dico la mia:

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Secondo: quando un tedesco stupra, o un italiano stupra, dove sono i geni che incolpano la sua nazionalità o la sua religione? Quando è un italiota a stuprare è la vittima che “se l’è cercata“, ma quando si tratta di un immigrato è chiaramente uno “che ci violenta le donne“. “Ecco, questi italiani che stuprano le donne“, “vedi i cristiani che fanno? come le considerano le donne?” non le ho ancora sentito dire. Ogni anno vengono uccise come minimo un centinaio di donne, leggete qui, e stuprate o maltrattate in numeri simili, leggete qui, molta della violenza è domestica e il podio della “criminalità sessuale” in Italia è davvero largamente conquistato dai “nativi”, non dagli stranieri. Spero di tarpare le ali a tutti gli italiani che vogliono metter bocca tirando fuori il maschilismo degli “altri“, quando domani magari vanno in viaggio per turismo sessuale, insegnano alle figlie femmine a cucinare, pulire e obbedire, danno uno schiaffo alla moglie, fischiano una per strada, chiamano “cagne” le ragazze che poi vanno a molestare in discoteca. La vogliamo mettere ora come una guerra di religione? Musulmani contro cristiani? Allora cristiani contro cristiani? Che poi, quanti di noi si definiscono “cristiani” o “musulmani” senza mai aver aperto la Bibbia o il Corano! Non c’entra la razza, non c’entra la religione, ma la grossa presunzione, che hanno gli italiani (o gli europei) a pari merito con molti altri uomini di diversa nazionalità, di essere autorizzati, per il solo fatto di avere un pene, a sfogare i bassi istinti e la “brama di potere”.

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Terzo: va bene, sono d’accordo con voi, le religioni sotto sotto o palesemente sono un po’ maschiliste, anche se prima di dir sentenze molti dovrebbero almeno la decenza di parlare di contesto (momento storico, persone coinvolte, spazio, tempo…). E’ vero, l’Islam a suo modo valorizza la donna, ma con le sue norme e insegnamenti contribuisce a idealizzarne il comportamento e i valori… con cui, comunque, le seguaci possono identificarsi, rapportarsi, imparare, confrontarsi. Oggi, fortunatamente, grossa fetta delle musulmane, soprattutto in Europa, può scegliere se e come professare la propria religione.

A volte l’Islam pare sminuire l’uomo, se proprio vogliamo essere minuziosi potremmo vedere il “porta il velo se no gli uomini ti guardano” come un “gli uomini son tutti maiali“. In verità l’uomo virtuoso per i musulmani è colui che rispetta le donne, nell’Islam le donne non sono sottovalutate (e a questo proposito vi consiglio di leggere questa rubrica e vi ripropongo il mio articolo su Aisha) e a cui viene richiesto un buon atteggiamento. Il velo, tra l’altro, è visto come il simbolo di un comportamento sobrio, modesto e gentile come l’abbigliamento, come segno di rispetto di quel che un uomo potrebbe provare e che lo potrebbe distrarre dalle buone norme di atteggiamento e levatura morale e spirituale, richieste ad entrambi i sessi. Il/la buon musulmano(/a) allontana da sé con la pazienza e l’autocontrollo tutti i cattivi pensieri e le tentazioni di fare cattive azioni che possano turbare la sua spiritualità, il percorso di miglioramento di sé e di rettitudine, e che possano influenzare negativamente il rapporto con gli altri. Chiaramente una persona improntata ad agire per giustizia e gentilezza, non molesta o insulta una donna che non porta il velo o vestita come le pare, anche se qualche “musulmano” preferisce non ricordarlo quando ha la possibilità di affermarsi su una donna.. Ma questa è cultura!

Lo stesso Maometto, pbsl, s’affidava alle donne, le ascoltava e parlava a nome di coloro che lo avevano richiesto, predicava il rispetto reciproco concretamente. Per essere un uomo arabo del XV secolo.. niente male! 1400 anni dopo affermiamo: i musulmani che non si fanno influenzare dal maschilismo della loro cultura, e che hanno giusto quel pizzico di conoscenza e sensibilità che tutti dovremmo avere, quel che frenerebbe i cristiani dall’andare al Family day, conoscono il comportamento di assoluto rispetto verso le donne che devono seguire.  Tutto il resto è feccia.

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Per concludere, voglio semplicemente proporvi queste letture, da condividere, che esprimono quel che vorrei comunicarvi, e sconsigliarvene una:

Leggete questo articolo de il Fatto Quotidiano, questi due ottimi articoli di Internazionale, 1 e 2, i sempre eccellenti articoli (tra cui una traduzione) di Abbatto i muri, 1, 2 e 3, la breve e perfetta analisi di fanpage, ed, infine, adesso che siete stremati, l’articolo di Vice.

Quella che sconsiglio e condanno, che mi fa veramente schifo, è questa, ovvero la negazione dell’HuffPost di tutti i nostri ideali antirazzisti, antislamofobi, antipregiudizi… E il primo articolo di abbatto i muri che vi ho passato parla di questo. Divertitevi!

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