[Ho tradotto io quest’articolo mesi prima di conoscere il mio attuale ragazzo curdo, mesi prima di avvicinarmi davvero all’Islam che non conoscevo bene. Un segno del destino! Comunque, anche se è vecchio, è sempre valido, spero vi piacerà. P.s. evito il mio nome e il nome del sito che me lo pubblicò, chiedetemelo in privato semmai]

Il Ramadan appare alla maggior parte della gente come un mese estenuante e incredibilmente straziante. A volte posso capire come mai alcuni musulmani si lamentano tutto il giorno e non riescono ad aspettare che finalmente tramonti il sole. Ma nel corso degli ultimi due anni, sono arrivata a rendermi conto di qualcosa del Ramadan che è al di là del cibo e dell’acqua.

Ecco 10 cose che ho compreso del Ramadan dopo averlo osservato per molti anni:

1. Il Ramadan non riguarda la fame.
Durante le ore diurne in cui digiuniamo, conduciamo le nostre vite normali lavorando e 10478166_1015612791811763_8764108090932632972_nandando a scuola – solo ci asteniamo dal mangiare, dal bere, dal sesso, e dai comportamenti provocatori come il bestemmiare, lo spettegolare e la maleducazione.
Frenare noi stessi dal lasciarsi andare a queste pratiche ci offre la pace della mente, che consente di pensare in modo chiaro e razionale, senza essere offuscati dalle emozioni travolgenti. Ti permette di essere produttivo, invece di spendere il tempo a pensare alle rimostranze nella tua vita che ti rendono arrabbiato o depresso.
Il Ramadan è un’opportunità per perdonare, lasciar perdere, e concentrarsi su quel che è più importante.

2. Ci asteniamo da più che cibo e bevande.
Sei davvero a digiuno da qualsiasi intenso desiderio fisico. Sei davvero a digiuno dall’ira, dalla tristezza e dalla frustrazione. Certamente non puoi controllare quel che ti sconvolge, ma puoi controllare il modo in cui reagisci alle tue situazioni, ed è questo che che il mese del Ramadan ti allena a fare.
I nostri cuori sono a digiuno dalla perdita. Le nostre menti prendono il controllo, anziché le nostre emozioni.

3. Non dovresti dispiacerti per noi.
“Oddio, non puoi mangiare per le prossime 15 ore? Oh, mi dispiace!” No. Non dispiacerti.  Anche se il digiuno può rendermi assonnata e stanca, il ritorno sull’investimento è assolutamente elettrizzante. La sensazione dell’essermi astenuta dal praticare attività che solitamente nutrono il mio ego è veramente intensa.
Il digiuno non è solo la disconnessione del corpo dal cibo. E’ costruire una connessione tra te e Dio. Tra te e il tuo spirito. Stai impedendo alla tua mente di diventare schiava del tuo corpo fisico e delle sue voglie – è qualcosa di potente.

4. I musulmani non digiunano per 30 giorni di fila.
05586d3155899c
In moltissime città vengono organizzati banchetti dopo il tramonto.

In realtà digiuniamo dall’alba al tramonto. Quel che molti musulmani considerano un “break” dal digiuno tra un giorno e quello successivo, è quel che a me piace chiamare il tempo dell’effettiva riflessione. Trascorrere 30 giorni di seguito senza mangiare e senza bere, prosciuga la tua energia. Ma la notte, che è un momento talmente perfetto, è quando ringiovanisci e riottieni il vigore per pensare e guardare dentro di te. E’ quel che io credo significhi questo “break”.


 5. C’è un elemento spirituale nel digiuno del Ramadan.
Invece che pensare tutto il giorno al secondo esatto in cui il sole sparirà e contare alla rovescia i minuti fino a sentire la chiamata alla preghiera del tramonto provenire dal tuo cellulare, incoraggia te stesso a credere che non si tratta di mangiare. Concentrandoti solamente sul cibo e sull’acqua, stai scollegando i tuoi desideri fisici dalla tua mente – consentendoti solo di pensare al superficiale.
Piuttosto, il digiuno è una disciplina che ti obbliga a dimenticare il cibo e a ricordare chi sei, perché sei qui, e che cosa stai facendo per essere la forma migliore possibile di stesso.

6. Il Ramadan non finisce dopo 30 giorni.
Il Ramadan è un’occasione per noi di guardare profondamente in noi stessi e permettere questo tipo di autoriflessione da eseguire per il resto della nostra vita. Viene una volta l’anno come un sollecito e una risorsa da parte di Dio, ma queste opportunità durante il Ramadan hanno lo scopo di impratichirti a raggiungere le capacità di autolimitazione e di autocontrollo che dureranno tutta la vita.
Digiunare è anche uno dei cinque pilastri dell’Islam. Un pilastro a volte è qualcosa che ti lega a Dio, non importa quanto distante ti senta dall’Altissimo. Un pilastro non si rompe mai. Non se ne va mai. Sarà con te per sempre.

7. Il Ramadan parla della moderazione.
Quando i musulmani digiunano per così tanto, 16 ore al giorno, è molto forte la tentazione di guardare il sole andar giù e correre a riempire i nostri piatti con tanto cibo quanto siamo in grado di mangiarne. Questo è quel che facciamo regolarmente fuori dal Ramadan. In realtà, i nostri corpi non hanno neanche bisogno di tutto questo cibo per sopravvivere.

11415564_1094735103902242_6723255044283348965_o.jpg
Questa foto scattata a Gaza diversi anni fa ci mostra quanto sia importante il Ramadan per molti musulmani.
Una delle cose più forti del digiuno è la nostra capacità di sostenere lunghi periodi di tempo senza cibo e acqua, proprio come molte persone povere fanno giorno per giorno. Se possono farlo, possiamo farlo anche noi. Limitare la nostra assunzione di cibo è la maniera per addestrare i nostri corpi a consumare solo ciò che è necessario.
Alimentare il nostro ego con così tanto del mondo materiale non potrà mai darci la possibilità di cercare solo quello che ci serve, ma ci tiene a pensare che dovremmo avere tutto ciò che vogliamo.

8. Digiunare fa bene alla salute
Secondo uno studio del 2007 condotto dalla University of California a Berkeley, a giorni alterni il digiuno può diminuire il rischio di malattie cardiovascolari e il cancro, il diabete é più basso, protegge da alcuni effetti del morbo di Alzheimer e del morbo di Parkinson, e migliora la funzione cognitiva. Il miglioramento della funzione cognitiva è quello che trovo più interessante.
Per Dr. Andrew Well of The Arizona Center for Integrative Medicine, il digiuno è legato alla teoria della selezione naturale. “Quando il cibo è scarso, la selezione naturale darà la priorità alle memorie (‘dove abbiamo trovato cibo prima?’) e la cognizione (‘come possiamo farlo di nuovo?’) diventa più acuta.”

9. Il Ramadan è il mese più sacro dell’anno.
 Il Ramadan è il mese in cui il Corano fu rivelato dall’amato Profeta Maometto, che la pace e la benedizione di Dio siano con lui. Il fatto che un’intera religione seguita da oltre 1.7 miliardo di persone sia stata rivelata in quel tempo è qualcosa che vale la pena di celebrare. La parola “ramadan” è traducibile con “caldo torrido” o “secchezza”. Il Corano, non a caso, è stato rivelato in un momento in cui il collegamento della comunità con Dio era morta. Era inesistente. Il Corano ha rianimato gli spiriti delle persone.

10. Non tutti devono digiunare. 
ramadan12TS160714_ul
Un bambino assiste alla preghiera in India.

Ci sono molte eccezioni al digiuno. Se sei malato, incinta, o ancora un bambino che non capisce ancora molto del mondo, non ti è richiesto il digiuno. Sebbene il digiuno sia uno dei cinque pilastri dell’Islam, Dio è misericordioso. L’Islam insegna che il principio è più
importante dell’azione.

Il digiuno è una scelta, come tutti gli altri aspetti dell’essere un musulmano, e la decisione di impegnarsi durante il Ramadan viene col desiderio di conquistare se stessi. Come disse una volta il Buddha, “l’uomo più forte non è quello che vince un altro uomo, ma uno che vince se stesso.”.
Articolo tradotto, autrice Marwa Abdelghani

 

Annunci