Traduzione dal turco e introduzione di Giulia Praz, articolo originale di Hande Çayır

L’articolo si riferisce ad un fatto avvenuto il 25 maggio 2016, su un bus della compagnia Metro Turizm, diretto dalla città di Muğla a İstanbul.
Una studentessa universitaria, assopitasi durante il viaggio, è stato vittima di abusi sessuali.
L’assistente di viaggio ha iniziato a masturbarsi, infine avvicinandosi alla ragazza ancora addormentata le ha eiaculato sul volto.
La vicenda ha scatenato uno scandalo a più livelli: il fatto gravissimo di per sé, la gestione dell’accaduto da parte della compagnia Metro, le reazioni divise dell’opinione pubblica.
Le associazioni femministe turche, e non solo, stanno ovviamente seguendo il caso per evitare che la questione venga archiviata e che il crimine resti impunito.
Il caso sta evolvendo di giorno in giorno, l’assistente dapprima si è difeso parlando di un malinteso, sostenendo che quanto denunciato dalla ragazza non fosse sperma, ma acqua.
Dagli ultimi sviluppi, invece, probabilmente per appellarsi all’insanità mentale, sembra che l’imputato sostenga di aver seguito gli ordini di Satana.
L’articolo è stato scritto da Hande Çayır per il suo blog e diffuso da T24, giornale online indipendente.
Hande è un’artista e scrittrice interessata alle questioni femministe, divenuta nota al grande pubblico per aver recitato nella serie ‘Medcezir’, versione turca del telefilm O.C.

Su değil o, sperm sperm!

Quello non è acqua, è proprio sperma!

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Hande Cayir

L’assistente di viaggio che su un bus della compagnia Metro Turizm ha eiaculato sul volto di una passeggera addormentata non è un “deviato”. Dicendo che è un “pervertito”, criminalizzandolo come orco, si allontana quella persona da noi; quando invece gli autori di questo genere di violenza non sono mostri, sono le stesse persone banali che incontriamo ogni giorno.

 

L’Associazione Lotta alla Violenza Sessuale lo ha già spiegato, ricordiamolo:
[…] Quasi tutti i perpetratori di violenza non sono né depravati, né mostri, sono le persone che possiamo incontrare nella vita di tutti i giorni. Persone sposate e con figli, insegnanti, autisti, dottori, fratelli, padri, fidanzati e così via.  Quando allontaniamo i colpevoli chiamandoli pervertiti e mostri, essi diventano invisibili. Non riusciamo a identificarli con nessuno. Non ci si interroga nemmeno sulla violenza stessa perpetrata, si parla sempre di mostri e depravati che compiono crimini lontano, da qualche parte. Questo modo di affrontare la questione alimenta i miti sulla violenza sessuale; ovvero crea la percezione che la violenza sessuale riguardi l’incapacità di controllare gli impulsi sessuali o sia un tipo di malattia mentale, facendo sì che la responsabilità di quanto compiuto dagli abusatori venga alleggerita.  Così la verità sulla violenza sessuale, come abuso di forza e di controllo, viene oscurata.
Mentre il capo della direzione di Metro Turizm Çiğdem Öztürk condivide il rammarico confermando l’accaduto all’opinione pubblica, il proprietario dell’azienda di trasporti Galip Öztürk su Twitter ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Sappiamo che siete solo dei luridi traditori della patria, collaboratori dell’antistato, adesso ve la prendete con la sicurezza del servizio Metro, da voi ci si aspetta proprio di tutto”.

Adesso la donna, sulla quale l’assistente ha eiaculato, è in attesa che lo sperma venga usato come prova del reato. Allo stesso tempo si è preso un campione di sperma dell’assistente, rilasciandolo immediatamente.
Secondo le indiscrezioni, l’assistente si è difende dicendo che “si è solo rovesciata dell’acqua”.

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“Passengero di Metro Turizm”, una delle tante vignette satiriche turche

Cioè, un uomo, riguardo una donna in viaggio su un bus, sulla quale ha eiaculato mentre era addormentata, crede che potrà giustificarsi dicendo “si è rovesciata dell’acqua”.
Ormai non potremo più dormire su un autobus? Anzi, lasciamo perdere il dormire, non potremo più prendere un autobus? Oppure siamo così abituati agli abusi e allo stupro che non ci sorprendiamo più? E quelli che, con questa mentalità, si chiedono “Che ci faceva una ragazza a quell’ora sull’autobus” cosa faranno? Chiuderanno tutte le donne in casa e se ne andranno belli comodi a fare il tour del quartiere?

 

La discussione sull’accaduto è ormai al di là della competenza delle associazioni femminili.
Passo dopo passo arriveremo al punto di non poter più vivere tutti insieme. Tutto accade davanti ai nostri occhi. Immersi nel tram tram quotidiano, diamo un’occhiata a quel che succede per poi tornare subito ai fatti nostri.

E poi, stimabile Öztürk, per l’amor di Dio, che connessione c’è fra l’antistato e l’eiaculare in faccia? “Traditore della patria”, “sicurezza del servizio” avete detto; ma vi rendete conto, l’assistente su un vostro autobus ha eiaculato sul volto di una donna!  Cioè, secondo voi, i complottisti sono arrivati di corsa, hanno fatto un piano e vi hanno scelto come bersaglio; avete un assistente che su un vostro autobus – in una società così conservatrice – ha eiaculato sul volto di una donna! Riuscite a comprenderlo? Aspettiamo che ci informiate sull’analisi del vostro sistema e sui provvedimenti che prenderete.

La “voracità sessuale”, circa il sesso, è uno dei più grandi problemi in Turchia.
Secondo voi quell’assistente da dove ha appreso la sessualità? Chi ha preparati le fonti delle quali si è servito? Con il punto di vista di chi ha maturato le sue idee? Questa è una catena di disgrazie. Signori, i porno che vedete non sono la realtà!
Se mentre dormiamo su un autobus vi masturbate e ci eiaculate in faccia non moriamo di piacere come potreste pensare. Urliamo!
Tuttavia, una speranza c’è. La forza dei social media. Se questo fosse accaduto in passato, la notizia avrebbe potuto non pervenirci. Da Ekşi Sözlük* ha raggiunto i media mainstream. Siamo coscienti di questa potenza! Non restiamo in silenzio! Condividiamo! Seguiamo la vicenda! E, ancora prima, rendiamoci conto della nostra potenza. Anche la nostra normalità fossero queste situazioni contorte cui siamo esposti, il mondo non è fatto di questo, non dovrebbe.

Mi sono imbattuta in discussioni come “Sul pullman non c’erano uomini? Magari gli avessero spaccato il naso e la bocca”. Rompendo un naso o una bocca e appellandosi di nuovo alla violenza, è così, con la repressione e l’annientazione, che credete si

Protest against murder of a woman in Turkey
Qualcuno ricorda Aslan Özgecan? Cortei e manifestazioni per lei, stuprata e bruciata su un autobus a Mersin

rompa questo meccanismo? Nel programma scolastico dovrebbero essere inserite lezioni di educazione sessuale! Improvvisamente ho iniziato a pensare che quei fortunati cui è impedito di entrare in Turchia, siano stati salvati da forze invisibili.
Nel fine settimana sarei dovuta andare – con l’autobus – a visitare l’anziano della nostra famiglia. Ho in programma di indossare un casco al contrario, a coprirmi il viso.
Porterò con me del veleno. Metterò degli aghi nella mia borsa. Frequenterò quel corso intensivo di Aikido. Poi ancora mi nasconderò delle pinze sotto braccio.
Abbiamo visto anche questo!
Questo fatto, di nuovo, non è un incidente, un episodio di violenza sessuale perpetrato su una sola donna. Significa lanciare la terrorizzante minaccia “vi faremo ciò che vorremo quando lo vorremo, e senza ricevere alcuna pena, restando liberi” a tutte le donne.
La soluzione, anzitutto, la aspetto dal governo.
Il far sentire la voce, invece, da tutti noi!

*social media popolare in Turchia, basato su hashtag e simile a Twitter.

[grazie Giulia Praz!]

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