Oggi è la Festa delle persone Oneste.

È la Festa di chi oggi non può festeggiare perché un lavoro non ce l’ha.

È la Festa di chi ogni giorno si rimbocca le maniche e mette l’anima nel proprio lavoro.

Di chi è costretto ad accettare svalutazioni personali o insulti o invidie sul posto di lavoro perché non può permettersi di rinunciarvi.

È la Festa di chi è sfruttato, di chi fa troppe ore di lavoro, più di quelle permesse dalla legge.

Di chi è sottopagato, e per guadagnare qualche spicciolo è costretto ad accettare. Di chi lavora in nero, e non ha diritti né sicurezze, e non può prendersi neanche un giorno di malattia altrimenti viene rimpiazzato.

Di chi in silenzio lavora a testa bassa, ma non si fa scalfire l’onore, perché lavora con onestà e impegno.

Oggi è la Festa dei giovani lavoratori, che hanno creduto nel loro sogno e hanno aperto la propria attività. E neanche oggi possono permettersi di riposare, perché le spese che devono affrontare sono troppe.

Oggi è la Festa dei genitori che guardano i propri bambini con apprensione, con le lacrime agli occhi e con l’autostima sotto le scarpe, perché un lavoro non lo trovano e non possono offrire loro quello di cui hanno bisogno e sarebbe sacrosanto.

È la festa di tutte le donne che si vedono scartate perché si prendono la libertà di diventare madri.

Oggi è la Festa di tutti quei genitori costretti ad emigrare in un altro Paese pur di trovare lavoro, che hanno le mani che lavorano qui ma il cuore nel loro Paese vicino ai propri piccoli.

Di tutte le persone alle quali non viene data la possibilità di manifestare il proprio potenziale a causa di pregiudizi sociali, etnici, religiosi.

Oggi è la Festa di tutti i bambini sfruttati nel mondo, che non possono studiare e scoprire la vita, a cui vengono spezzate le ali, perché costretti a lavorare in condizioni disumane.

Il lavoro davvero nobilita l’uomo se è positivo, volto a creare qualcosa di nuovo e ad incoraggiare le relazioni.

Oggi è la Festa dei datori di lavoro che premiano e valorizzano i propri collaboratori, che credono nella sacralità del lavoro e lo difendono come valore.

Lavinia Rocchi

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